Responsible Care®, 30 anni di impegno della chimica a favore dello sviluppo sostenibile

<p>“Da 30 anni con il Rapporto Responsible Care<strong><sup>®</sup></strong> certifichiamo l’impegno delle imprese chimiche a favore dello sviluppo sostenibile: un valore che trasferiamo ai numerosissimi settori a valle e direttamente nei prodotti di consumo attraverso innovazioni di processo, di prodotto e nuove tecnologie, con risultati di assoluta eccellenza; è tempo che questo primato ci venga riconosciuto, accreditandoci come Industria indispensabile per realizzare la transizione ecologica”. Così <strong>Francesco Buzzella, Presidente Federchimica </strong>(Federazione nazionale dell’Industria chimica), nel corso della <strong>presentazione annuale del Rapporto Responsible Care<sup>®</sup>, il Programma mondiale volontario di promozione dello sviluppo sostenibile dell’Industria chimica</strong>.</p><p>“Dal Rapporto – ha dichiarato Buzzella – emerge chiaramente come <strong>sicurezza, salute e un elevato livello di benessere e salubrità sui luoghi di lavoro siano elementi distintivi del settore chimico</strong>. Un risultato che si deve anche all’impegno delle Parti sociali settoriali nella promozione della responsabilità sociale e del welfare contrattuale, che ha contribuito a realizzare un rapporto di lavoro moderno, flessibile e inclusivo, finalizzato a dare risposte alle esigenze dei lavoratori e dei loro familiari”.</p><p>Nel 2023 l’industria chimica ha generato un valore della produzione pari a <strong>67,4 miliardi di euro</strong>. Di questi, il 91,4% (61,6 miliardi di euro) viene distribuito agli stakeholder, sotto forma di acquisti di beni e servizi, spese per il personale e imposte versate alla pubblica amministrazione.</p><p>L’industria chimica contribuisce al bilancio pubblico e all’offerta di servizi ai cittadini, versando tributi per <strong>0,9 miliardi di euro</strong>, ai quali si aggiunge quasi <strong>1 miliardo di euro </strong>in imposte e oneri sociali connessi alle spese per il personale. </p><p>Gli investimenti e i costi operativi destinati alla sostenibilità sociale ed ambientale delle imprese aderenti a Responsible Care<strong><sup>®</sup></strong>&nbsp;rappresentano annualmente oltre il 2% del valore economico generato, per un ammontare complessivo di <strong>763 milioni di euro,</strong> <strong>di cui 274 milioni in investimenti.</strong></p><p>Il settore vanta da anni una posizione di leadership nell’ambito della <strong>sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: l’incidenza degli infortuni nel settore è inferiore del 39% rispetto alla media manifatturiera.</strong></p><p><strong>Dal 2010</strong> <strong>il numero degli infortuni, a parità di ore lavorate,</strong> <strong>è diminuito del 44% e mostra un ulteriore calo del 10% rispetto al 2019</strong>, anche grazie alla sensibilizzazione dei dipendenti verso atteggiamenti sicuri e responsabili: negli ultimi 13 anni il numero di ore di formazione per dipendente è cresciuto del 23%. Anche l’innovazione introdotta grazie alle tecnologie digitali ha generato effetti positivi.</p><p>Sul fronte ambientale, i risultati del rapporto si confermano eccellenti in particolare nella riduzione di gas serra: nel 2022 l’industria chimica in Italia ha emesso direttamente 11,6 milioni di tonnellate di CO<sub>2 </sub>equivalente (scope 1), il 2,8% del totale del Paese (nel 1990 rappresentavano il 6,2%). Dal 1990 le emissioni della chimica sono diminuite del 64%, valore che <strong>pone l’industria chimica già in linea con l’ambizioso obiettivo del</strong> <strong>Green Deal europeo al 2030 (-55%).</strong></p><p>Considerando le emissioni – dirette e indirette (scope 1 e scope 2) – <strong>negli ultimi 30 anni l’industria chimica ha ridotto i propri impatti sui cambiamenti climatici del 67%</strong>.</p><p>L’industria chimica è impegnata a perseguire <strong>un modello economico sempre più circolare</strong>: il riciclo (45,5%) è la prima modalità di destinazione dei rifiuti, in significativo aumento rispetto al 2015 (era il 23%).&nbsp;</p><p>Il Rapporto sintetizza un processo virtuoso, che certifica un impegno oneroso da parte delle Imprese del settore e che va riconosciuto, anche alla luce delle sfide future: “Gli obiettivi del Green Deal, contestualizzati nello scenario geopolitico internazionale, ci spingono a considerare il tema della competitività del sistema economico europeo e a trovare, al contempo, soluzioni globali alle sfide della transizione energetica, climatica ed ecologica” ha aggiunto Buzzella.</p><p>Un compito tutt’altro che banale, come emerso anche recentemente dai lavori del COP 29, che richiede un approccio scientifico, pragmatico e non ideologico; un ambiente favorevole alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione; la capacità di attrarre capitali, investimenti e risorse umane di eccellenza; un quadro legislativo chiaro, certo e snello; un’amministrazione pubblica efficiente.</p><p>“La Chimica è indispensabile per un progresso compatibile con le nuove sfide ambientali e sociali. Serve però il supporto di tutti, in primo luogo di Governo e Istituzioni, che devono essere al nostro fianco in questo percorso”.</p><p>“È sicuramente fondamentale perseguire la transizione ecologica – ha concluso Buzzella – ma occorre considerare attentamente il rapporto tra benefici e costi, i tempi necessari di adeguamento e la salvaguardia della competitività delle imprese europee, che, in definitiva, equivale a tutelare il nostro benessere e la nostra aspirazione al progresso”.<br><br><strong><a href="https://federchimica.it/area-stampa/pubblicazioni" target="_blank">Per leggere il 30° Rapporto Annuale Responsible Care® e la sintesi</a></strong>.</p>